IL TERRITORIO
il periodo etrusco e romano
Passare nella Tuscia, la odierna provincia
di Viterbo, trascurando le vestigia lasciate dalle civiltà etrusca e romana
sarebbe impossibile, infatti la Tuscia è la terra degli etruschi per eccellenza
, come il nome stesso indica. I Romani infatti, chiamavano gli etruschi
"Tusci", da cui il termine "Tuscia", indicante il territorio popolato
dagli etruschi. Anche la Romanizzazione di questa regione ha lasciato
bellissime tracce, tra cui stupendi teatri ed anfiteatri, come quelli
di Ferento e di Sutri (il primo è utilizzato ancora oggi per rappresentazioni
varie, data l'ottima acustica), e numerose vie consolari (Cassia, Aurelia,
Clodia, Flaminia, e Amerina), i cui tratti sono ancora visibili nella
campagna viterbese. Tuttavia, il fascino ancora selvaggio e misterioso
della Tuscia emerge con potenza nelle vestigia della civiltà etrusca.
Estremamente suggestive le necropoli rupestri scavate nel tufo (la più
importante è Norchia, ma interessanti anche Castel d'Asso, Barbarano Romano
e Tuscania). Le necropoli offrono spazio per piacevoli escursioni a piedi,
alla scoperta di sepolcri nascosti dalla vegetazione. Ma spingendosi in
direzione della costa del mar tirreno, è possibile incontrare testimonianze
ancora più straordinarie della civiltà etrusca. I grandi centri costieri
di Vulci e Tarquinia, infatti rappresentano due veri e propri capisaldi
della potenza etrusca sul mare, ed è da questi antichi centri che provengono
i ritrovamenti più importanti. Quest'ultima, oltre ad ospitare il più
grande ed importante museo etrusco, deve la sua notorietà alle migliaia
di tombe ritrovate di cui una parte con pitture parietali.
il medioevo
L'età medievale vide la costruzione di rocche
e castelli fortificati, si tratta spesso di fortilizi romani poi trasformati
in età feudale in centri di difesa di piccole comunità locali. Alcune
di queste costruzioni furono poi adibite anche a residenze nobiliari,
ampliate ed abbellite con opere d'Arte, a volte ancora ben conservate
e visibili tutt'oggi. Fra i castelli più famosi della zona è sicuramente
più noto quello Monaldeschi di Bolsena, proprio vicino al Lago, ma molto
belli sono anche la rocca Albornoz di Viterbo, il Castello dell'Abbadia
di Vulci ed altri. Sempre in età medioevale furono realizzate alcune fra
le chiese più belle del territorio, fra cui quelle di Tuscania, S. Pietro
e S. Maria Maggiore o S. Maria in Castello a Tarquinia o S.Maria Nuova
a Viterbo. Durante il regno franco venne invece ristrutturata ed ampliata
l'antica via che dal Nord raggiungeva Roma, che prese il nome di Via Francigena,
cioè originata dalla Francia. Dopo la dominazione longobarda che ne caratterizzo
notevolmente lo sviluppo successivo e favori la realizzazione delle fortificazioni,
la Città di Viterbo ed il suo territorio entrarono a far parte del domino
temporale dei Papi. Nel periodo successivo, l'insicurezza e la turbolenza
della città di Roma, spinsero i Papi a spostarsi nella più sicura e tranquilla
città di Viterbo che ospito anche vari conclave. Con la presenza quasi
costante del Pontefice, si aprì così una fase di grande sviluppo per la
città ed il suo territorio.
il rinascimento
Il Rinascimento italiano con l’affermarsi della
moda della villa suburbana o di campagna è stato stimolo di espressioni
architettoniche di rilievo anche nel viterbese.Monumenti quali il Palazzo
Farnese a Caprarola, Villa Lante a Bagnaia, il Parco dei Mostri a Bomarzo
debbono molta della loro ispirazione artistica ai “ piaceri dell’ozio
d’un’estate in villa “.Lasciata la città, la famiglia nobile amava ritirarsi
in luoghi amabili, spesso alle pendici di colli per contrastare l’afa
estiva. Nascono così principesche residenze con giardini dove la frescura
viene artificialmente creata, con grotte, fontane e scenografici “scherzi
d’acqua”. Gustando cibi su tavoli all’aperto riccamente imbanditi, si
intrattengono illustri ospiti in erudite conversazioni o li si ‘ maraviglia’
con eccentriche statue e costruzioni ancor oggi di complessa decodificazione.





